SONO STUFO

Sono stufo di come si comportano tanti professori. Sono stufo di professori che arrivano dopo mezz'ora alle lezioni e agli esami. Sono stufo di professori che non creano le condizioni per lavorare bene e per dimostrare ciò che si è capaci di fare. Sono stufo di professori che non fanno esercizi seri e la buttano sempre con "esempietti numerici" e premesse di carattere generale; di professori che la fanno sempre facile; di assistenti che avvertono lo scadere del tempo ad un minuto dalla fine. Io non chiedo di essere aiutato o agevolato :giammai. Vorrei solo che i docenti abbiano più rispetto dello studente che si sveglia ogni mattino alle 5.30 per arrivare SEMPRE (da due anni) puntuale alle lezioni; dello studente NON lavoratore (e anche lavoratore ovviamente) che spende e spande in libri -dispense-capricci- dei- professori e tasse universitarie; dello studente che si spacca il culo (concedetemelo) per passare un esame; dello studente che fa mille sacrifici per lo studio; dello studente che tante volte rinuncia a qualche svago per stare sui libri. Bè. ragazzi, io non conosco le vostre facce ne voi la mia, ma sono certo che siamo accumunati da tante delle precedenti cose. Auguri per coloro che domani daranno il terzo esame in tre giorni. Saluti.  
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Ritratto di the_knife

la mia opinione..

Il fatto dei tre esami in un giorno il prof. brunello ci ha dato la possibilità di farne uno il 28, quindi se volevi potevi farne solo due. Per quanto riguarda il ritardo, anche io mi alzo presto, ma a me basta che i prof finiscano il programma giusti senza fare le accelerate come ha fatto Bianchini l'ultimo giorno. Per quanto riguarda gli esercizi, nn sono d'accordo con la tua opinione. Il professore deve solo darmi una traccia su come risolvere i problemi, devo essere io che una volta che mi trovo davanti a qualcosa che nn riesco a risolvere mi sforzo e casomai vado dal prof a chiedere. Il metodo di Bianchini, nel quale tu potevi seguire solo le ore di esercizio senza seguire la teoria e passare l'esame perchè gli esercizi sono sempre quelli nn è il migliore. Un giorno che sarò sul posto di lavoro nn avrò il professore a cui chiedere, sarò l'unico responsabile della riuscita del progetto. Ah, sia chiaro è una opinione personale, nn vuole essere una risposta polemica o altro. Ciao
Ritratto di felapton

cosa ne penso....

sono daccordo con entrambi ma per ragioni diverse....il professore ,giustamente come dice the_knife,deve solo darci dello conoscenze di base....a lavoro nessuno ti dirà cosa fare...alla fine stiamo studiando per diventare ingegneri e quindi dobbiamo essere sempre un passo avanti. L'esercizio di ieri francamente non era poi così difficile(ve lo dice uno che comunque lo ha cannato) forse con una mezzoretta in più però si poteva ragionare con più calma.Personalmente poi era tanto preparato su fisica tecnica 2 ma ricordavo con molta superficialità fisica tecnica1. Oscar non ci rimanere male sono cose che capitano....penso che tante volte si impari più da una sonora batosta al compito di fisica tecnica che da un compito farsa come quello di bianchini...sicuramente cmq sarai più fortunato di me...dopo aver preparato 3 esami in 3 giorni per colpa di fisica tecnica mi tocca rimanere a Padova e quindi non posso passare queste vacanze con la mia famiglia... PS: per tutti gli sfortunati.....arrivederci al 28(speriamo che non ci dia il ciclo!)  

 ....mi fa venire in mente

 ....mi fa venire in mente la sbadaloni oggi....un'ora e dieci di ritrado agli orali....
Ritratto di MARC

Non ancora stufo

E' vero, ci sono un sacco di cose che non vanno, sempre. Quando poi per una serie di sfighe fai cilecca proprio nell'unica ora e mezza che conta di un intero corso, allora uno sfogo mi pare piuttosto comprensibile.Tutte cose giuste quelle evidenziate da -oscar, le condivido in larga parte. Io però, per fortuna, di tutto ciò ancora non sono stufo.
Ritratto di MARC

sbadaloni

Endeavour88 ha scritto:  ....mi fa venire in mente la sbadaloni oggi....un'ora e dieci di ritrado agli orali....   ma che straaaaano...
Ritratto di Power Loris

Dedica

MARC ha scritto: Endeavour88 ha scritto:  ....mi fa venire in mente la sbadaloni oggi....un'ora e dieci di ritrado agli orali....   ma che straaaaano... ahuahauah la Pantaloni   dedicata alla prof:   Wm. Shakespeare question = ( to ) ? be : ! be;             
Ritratto di madero

la mia

ho sempre trovato insopportabili le maniere e i metodi di brunello, mentre un certo professore di Meccanica applicata è considerato da tutti un idiota. Ma il tuo discorso è riferito proprio ad alcuni professori, non sono tutti così. I nostri sono un pò.. così. Ricordate com'era Paolucci? vedete che con lui il tuo discorso non vale, mi sono vergognato io di stare dall'altra parte, tra coloro che l'hanno costretto a dire 'bel modo di salutare la mia ultima lezione"...

Bravo Oscar

 Ragazzi, non prendiamoci in giro. È bello sentire parole tanto confortanti, piene di speranza e voglia di fare, ma la realtà è diversa. Ma ci siete mai stati a lavorare? Quello che studiamo qui la maggior parte delle volte è inutile, perlomeno fatto così. Non frega a nessuno che tu sappia eseguire bene il tuo compitino, il tuo esercizietto, nel mondo del lavoro, perché deputati allo scopo ci sono i computer. Il compito di un ingegnere è quello di saper ragionare, cosa che i computer non fanno, e risolvere dei problemi. Oppure avere coscenza di quello che si fa e fare certificazioni buone e indicare le strade migliori per sistemare cose che non vanno. Voi fate pure gli esercizietti e continuate a non capire nulla... A un esame dove avevo risposto perfettamente a tutte le domande mi sono sentito dire che non era sufficiente perché... MANCAVANO LE FORMULE. Io sapevo bene tutto, conoscevo anche cose non scritte sul libro ma che fanno parte della "pratica", ma in questa università sapere non serve, bisogna scrivere le formule e fare bene gli esercizietti. Con gli anni le cose sono andate peggiorando, dato che nessuno può mettere in discussione i proff, visto peraltro che nemmeno i giudizi negativi nella valutazioni servono a farli allontanare, loro si sono adagiati sul loro strapotere. Non gli importa 'na sega che tu sappia le cose o che tu abbia capito, a loro importa che tu faccia l'esercizietto giusto. Per loro è troppo difficile fare un esame dove cercano di capire quanto hai capito, perché per loro è lavoro in più! Non gli può fregare di meno se creano delle merde di ingegneri, perché il loro posto non è in pericolo! Dua anni fa uno studente di aerospaziale di PD è andato a fare una stage, doveva farlo di 6 mesi, è rimasto 12. Perché? Perché quando è arrivato nell'azienda non sapeva usare il micrometro, e hanno dovuto insegnargli, non sapeva cos'era un barometro, non aveva mai visto un piano di riscontro, mai visto un rugosimetro, mai saputo cosa fosse un tester. Cosa gli fai fare a uno che non sa fare nulla? Esercizietti? Studiavano il modo migliore per fare una turbinetta per l'iniezione in un motore e lui non sapeva nulla, se non come si facevano i calcoletti sul ciclo termodinamico.... Chissenefrega, quello lo fa il computer.   Io non dico che non sia utile fare gli esercizi, e richiedere che i proff ne facciano, ma se poi ti valutano solo su quello, beh, allora fammi un corso dove per 50 ore mi fai esercizietti e io divento bravissimo, ma non so un cazzo, e ora non è molto difforme da ciò. Il piacere di conoscere le cose e di usare la logica per ragionarci su non c'è più. L'università che dovrebbe essere un centro culturale, dove le persone si confrontano, si mettono in contatto con la conoscenza, dove i professori sono membri attivi della crescita degli studenti, ma anche loro, non esiste. È un esamificio.
Ritratto di MARC

Non proprio d'accordo

Guru ha scritto:  Ragazzi, non prendiamoci in giro. È bello sentire parole tanto confortanti, piene di speranza e voglia di fare, ma la realtà è diversa. Ma ci siete mai stati a lavorare? Quello che studiamo qui la maggior parte delle volte è inutile, perlomeno fatto così. Non frega a nessuno che tu sappia eseguire bene il tuo compitino, il tuo esercizietto, nel mondo del lavoro, perché deputati allo scopo ci sono i computer. Il compito di un ingegnere è quello di saper ragionare, cosa che i computer non fanno, e risolvere dei problemi. Oppure avere coscenza di quello che si fa e fare certificazioni buone e indicare le strade migliori per sistemare cose che non vanno. Voi fate pure gli esercizietti e continuate a non capire nulla...   Cos'hai contro gli esercizietti? da qualche parte si dovrà pur cominciare ad imparare. Direi che partire da problemi alla nostra portata è un buon inizio per cominciare a ragionare.   Guru ha scritto: A un esame dove avevo risposto perfettamente a tutte le domande mi sono sentito dire che non era sufficiente perché... MANCAVANO LE FORMULE. Io sapevo bene tutto, conoscevo anche cose non scritte sul libro ma che fanno parte della "pratica", ma in questa università sapere non serve, bisogna scrivere le formule e fare bene gli esercizietti. Con gli anni le cose sono andate peggiorando, dato che nessuno può mettere in discussione i proff, visto peraltro che nemmeno i giudizi negativi nella valutazioni servono a farli allontanare, loro si sono adagiati sul loro strapotere. Non gli importa 'na sega che tu sappia le cose o che tu abbia capito, a loro importa che tu faccia l'esercizietto giusto. Per loro è troppo difficile fare un esame dove cercano di capire quanto hai capito, perché per loro è lavoro in più! Non gli può fregare di meno se creano delle merde di ingegneri, perché il loro posto non è in pericolo! E' un problema. Come c'è in tutte le cose che coinvolgono un minimo il buonsenso delle persone, c'è poco da dire.Non mi sembra il caso di generalizzare però, anche se viene molto facile farlo. Certi professori danno esattamente l'impressione di non curarsi degli studenti, ma di voler solo comlpetare il proprio corso senza troppa fatica. Ma non sono tutti così per fortuna. E questo si può solo dedurre dalle proprie impressioni.   Guru ha scritto: Dua anni fa uno studente di aerospaziale di PD è andato a fare una stage, doveva farlo di 6 mesi, è rimasto 12. Perché? Perché quando è arrivato nell'azienda non sapeva usare il micrometro, e hanno dovuto insegnargli, non sapeva cos'era un barometro, non aveva mai visto un piano di riscontro, mai visto un rugosimetro, mai saputo cosa fosse un tester. Cosa gli fai fare a uno che non sa fare nulla? Esercizietti? Studiavano il modo migliore per fare una turbinetta per l'iniezione in un motore e lui non sapeva nulla, se non come si facevano i calcoletti sul ciclo termodinamico.... Chissenefrega, quello lo fa il computer.   Ecco perché esistono gli stage..   Guru ha scritto: Io non dico che non sia utile fare gli esercizi, e richiedere che i proff ne facciano, ma se poi ti valutano solo su quello, beh, allora fammi un corso dove per 50 ore mi fai esercizietti e io divento bravissimo, ma non so un cazzo, e ora non è molto difforme da ciò. Il piacere di conoscere le cose e di usare la logica per ragionarci su non c'è più. L'università che dovrebbe essere un centro culturale, dove le persone si confrontano, si mettono in contatto con la conoscenza, dove i professori sono membri attivi della crescita degli studenti, ma anche loro, non esiste.   A mio avviso dipende molto da come uno la vive, la sua università. Ci sono professori da scartare come mele marce, ma ce ne sono anche da apprezzare. La crescita culturale di uno studente è fuori discussione, per quanto potrebbe essere più mirata alla vita lavorativa, come preferiresti tu, ma non entro in merito.L'università come centro culturale come lo intendi tu da qualche parte c'è. Non di certo al mio livello: il contributo che posso dare io alla cultra dell'università è proprio nullo, in questo momento. Mi accontento di imparare, e non ho la presunzione di voler far crescere i professori.. Le persone si conforntano e si mettono in contatto con la conoscenza, dopo aver studiato e imparato a parer mio, non prima.   Guru ha scritto: È un esamificio. Già. Sempre sotto esami. Ma c'è a chi piace, e chi trova soddisfazione in ciò.  Grazie per il tuo intervento, mi ha dato modo di riflettere.
Ritratto di madero

bè l'intervento di guru ha senso, ma è andato un pò esagerando. Ci sarà pure qualcuno che saprà creare questi benedetti 'programmi' x i computer, per far funzionare qualcosa bene ci vuole più che mettersi in contatto con la conoscienza. Con esamificio forse intendeva dire che serve solo a dire 'bravo hai fatto tutti gli esami, quindi sei ingegnere', non che siamo sempre sotto esami. Trarre 'piacere' come dici tu da un esame, mi è sempre sembrata una cosa malata: l'esame fine a se stesso come riprova per gli altri che si è bravi a fare qualcosa.
Ritratto di the_knife

soddisfazione personale

L'esame deve essere una valutazione di quanto e come hai studiato, e soprattutto una soddisfazione personale se va bene. Se so che ho studiato bene e prendo un 21 capisco che uno lo rifiuti se dice, posso prendere di più. Se prendo un buon voto sono contento e soddisfatto, perchè dimostra che ciò che ho fatto l'ho fatto bene, nn che l'ho fatto meglio di uno che ha preso 22. Colui che a preso 18 è libero di accettare o rifiutare, come colui che prende 21 è libero di rifiutarlo. Il piacere forse è dato dal fatto che finalmente viene valutata la tua competenza in merito a un qualche argomento. E se ti sei fatto il culo per 2 mesi, direi che sei ben contento di farti valutare o no? Concordo pienamente con chi critica il comportamento (fino ad adesso nn mi è mai successo di vedere qualcosa del genere) di chi si fa bello con i propri voti, perchè il rischio di andare male è sempre dietro l'angolo. Riguardo agli esercizi, secondo me alcuni sono veramente carini ed istruttivi. Adesso nn sotterratemi perchè ho detto carini. L'esercizio oltre al lato puramente numerico, secondo me è più interessante vederlo dal punto di vista funzionale. Vediamo se riesco a spiegarmi con un esempio. Ieri mi sono imbattuto in un esercizio di fisica tecnica con un ciclo in cui metteva due compressori con in mezzo un scambiatore. Io dopo aver fatto l'esercizio l'ho cambiato mettendone uno solo e vedendo cosa succedeva. Il rrendimento calava e perdendo 5 min ragionandoci sopra ho capito qualcosa in più. Secondo me l'esercizio va preso sotto questo punto di vista per avere una validità generale, altrimenti rimane un caso particolare nell'universo di tutti i casi; anche perchè probabilmente noi saremmo dall'altra parte dell'esercizio, saremo noi a dire quante turbine, come e dove metterle.. Boh, io la penso così..
Ritratto di Trinità… la mano destra del Diavolo

Dissento

"È bello sentire parole tanto confortanti, piene di speranza e voglia di fare, ma la realtà è diversa. Ma ci siete mai stati a lavorare? Quello che studiamo qui la maggior parte delle volte è inutile, perlomeno fatto così. Non frega a nessuno che tu sappia eseguire bene il tuo compitino, il tuo esercizietto, nel mondo del lavoro, perché deputati allo scopo ci sono i computer. Il compito di un ingegnere è quello di saper ragionare, cosa che i computer non fanno, e risolvere dei problemi. Oppure avere coscenza di quello che si fa e fare certificazioni buone e indicare le strade migliori per sistemare cose che non vanno. Voi fate pure gli esercizietti e continuate a non capire nulla... A un esame dove avevo risposto perfettamente a tutte le domande mi sono sentito dire che non era sufficiente perché... MANCAVANO LE FORMULE. Io sapevo bene tutto, conoscevo anche cose non scritte sul libro ma che fanno parte della "pratica", ma in questa università sapere non serve, bisogna scrivere le formule e fare bene gli esercizietti." Qui devo dire che aveva ragione il prof. Marchesi quando ci disse che un ingegnere deve discutere un problema analiticamente,quantitativamente e non qualitativamente, come se fosse un servizio di SuperQuark.Noi il mondo non lo dobbiamo raccontare come una fiaba, lo dobbiamo dominare, questo è il nostro compito. Guarda che a stare davanti a un computer ce la fa anche uno venuto fuori dagli istituti professionali, il bravo ingegnere deve crearsi anche i metodi per risolvere un problema,Tu vieni assunto perchè non sei completamente computer-dipendente, perchè se un operaio non capisce ciò che hai fatto vai lì e in due secondi gli fai uno schizzo e gli spieghi che il pezzo va un mm più spesso perchè sennò si rompe (non gli dici il computer mi ha detto questa cosa non so il motivo). Quello che manca alla nostra università è fare molta più sperimentazione ma la base teorica ci deve essere sennò hai scarsi margini di miglioramento e sei come un operaio.   Per quanto riguarda gli esercizi questo dipende dai prof, alcuni sono veramente scolastici altri non sono per nulla banali. A un esame dove avevo risposto perfettamente a tutte le domande mi sono sentito dire che non era sufficiente perché... MANCAVANO LE FORMULE. Io sapevo bene tutto, conoscevo anche cose non scritte sul libro ma che fanno parte della "pratica", ma in questa università sapere non serve, bisogna scrivere le formule e fare bene gli esercizietti. Con gli anni le cose sono andate peggiorando, dato che nessuno può mettere in discussione i proff, visto peraltro che nemmeno i giudizi negativi nella valutazioni servono a farli allontanare, loro si sono adagiati sul loro strapotere. Non gli importa 'na sega che tu sappia le cose o che tu abbia capito, a loro importa che tu faccia l'esercizietto giusto. Per loro è troppo difficile fare un esame dove cercano di capire quanto hai capito, perché per loro è lavoro in più! Non gli può fregare di meno se creano delle merde di ingegneri, perché il loro posto non è in pericolo! Ho già risposto sopra e comunque se hai veramente capito la teoria l'esercizio lo fai...Vero però che molti prof se ne sbattono dei loro studenti, ma ne trovi tante nella vita di persone che fanno così... Dua anni fa uno studente di aerospaziale di PD è andato a fare una stage, doveva farlo di 6 mesi, è rimasto 12. Perché? Perché quando è arrivato nell'azienda non sapeva usare il micrometro, e hanno dovuto insegnargli, non sapeva cos'era un barometro, non aveva mai visto un piano di riscontro, mai visto un rugosimetro, mai saputo cosa fosse un tester. Cosa gli fai fare a uno che non sa fare nulla? Esercizietti? Studiavano il modo migliore per fare una turbinetta per l'iniezione in un motore e lui non sapeva nulla, se non come si facevano i calcoletti sul ciclo termodinamico.... Chissenefrega, quello lo fa il computer. A parte che ha ragione Marc, gli stage servono a questo e nessuno è nato imparato. Devo dire che questo aerospaziale è un po' bauscia però perchè santo Dio il micrometro io lo so usare e per imparare a farlo ci ho messo 1 h, 2 lezioni di fisica alle superiori per imparare a usare il calibro a nonio, il tester è facilissimo da usare, il barometro è a prova di cretino, il rugosimetro devi imparare a come passarlo sulle superfici e come leggere la scala,per gli altri basta un po' di volontà.E poi chi li ha fatti questi strumenti sapeva le leggi che ci stavano dietro o comunque le ha individuate dopo.   L'università che dovrebbe essere un centro culturale, dove le persone si confrontano, si mettono in contatto con la conoscenza, dove i professori sono membri attivi della crescita degli studenti, ma anche loro, non esiste. Il problema è che c'è poca meritocrazia È un esamificio. Gli esami sono il modo più oggettivo possibile di certificarti,sono tanti?Purtroppo si, ma è certo che un bel voto da molta gratificazione perchè da ragione del tuo continuo impegno. Scusate la lunghezza da Promessi Sposi,ma era tanto che non scrivevo su questo forum  

 Noto varie contraddizioni.

 Noto varie contraddizioni. Prima dite che bisogna ragionare e conoscere le cose, poi dite che gli esami sono il metodo più oggettivo ecc... Beh, non certo così come sono. Un esame che dovesse valutare quanto so non è certo un esame con degli esercizietti da fare in un TOT tempo. Un esame che si rispetti prevede un orale, dove il professore può rendersi conto di persona cosa uno sa "discutendone", ovviamente evitando 3 domande lapidarie e via! Gli stage.... Beh, se mi dite che un ingegnere si può laureare anche senza, ed è vero, uno esce "ingegnere" senza sapere com'è fatto il mondo. Bello! Sarebbe bello che un giorno dentro un esame ci fosse un capitoletto dove vengono spiegate 2 cose, dico 2, su come funziona il mondo dell'industria, dagli strumenti alle macchine. Dubito fortemente che più del 5% degli ingegneri aerospaziali vadano a lavorare nel campo della ricerca e dello sviluppo spaziale, quindi credo serva. the knife ha fatto una cosa insolita, ha "inventato" e risolto un esercizio, cosa assolutamente giusta e cosa peraltro indicata da chi vuole imparare a ragionare. Ma non mi pare che la cosa sia incentivata, altrimenti alle lezioni ci sarebbe per ogni corso l'esercizio di base e la proposta di alcune varianti. Trovo molto più stimolante come fanno in Finlandia, dove non c'è un esame ma un colloquio con il professore e dove non c'è un esercizietto ma lo studente porta con se degli elaborati, una tesina, un progetto, un qualcosa fatto durante il proprio studio. Marchesi ha ragione, ma vale per le formule generali, "grosse", quelle che in se descrivono il fenomeno, le pignolerie stanno scritte in ogni manuale. Che senso avrebbe che a molti esami i professori lascino i libri o dei "formulari" allora? La crescita culturale DEVE essere anche dei prof, altrimenti l'università è morta. E deve nascere proprio dal confronto con gli studenti che stanno imparando, perché difficilmente può nascere da altre parti, e di sicuro non nasce nelle mille riunioni e consigli che fanno i prof. Quanti di voi hanno mai provato a insegnare qualcosa, spesso e a persone diverse ogni volta? Se qualcuno c'è sa che ogni volta è una cosa nuova, e lo stesso insegnante ogni volta "cresce" capisce meglio cosa ha davanti, e capisce meglio quali sono le difficoltà e le spigolature di quello che insegna. Ma il sistema organizzativo dell'università di oggi in Italia non lo permette! Fate un giro fra ingegneri laureati che lavorano, giovani, e chiedete quanto sapevano usciti dall'università. Grosse percentuali dicono di non aver saputo quasi nulla, e di aver dimenticato in fretta la maggior parte delle cose studiate. Non nego che di fondo ci sia una conoscenza acquisita, ma a che prezzo?
Ritratto di Trinità… la mano destra del Diavolo

Chiarisco

Io non so dove tu veda le contraddizioni e non spieghi neanche bene dove le vedi.Qui nessuno dice che gli stage sono inutili anzi,non so dove lo hai letto. Punto secondo: gli scritti sono un ottimo metodo per certificare perchè non gliela puoi menare per le lunghe,perchè devi essere analatico,quasi asettico e non qualitativo nelle risposte.I prof intelligenti gli esercizietti cercano di estrapolarli dalla realtà e il tempo limitato è fatto per misurare la tua concentrazione e la tua capacità di lavorare sotto pressione,cosa determinante in ogni campo. Con un esercizio scelto da lui il docente vuole metterti in difficoltà: la tesina la fai su quello che ti piace di più e che capisci meglio,ma quando lavori i problemi non li decidi mica tu e devi essere preparato a ciò. Non la penso come te perchè ritengo che questa parte di "teoria ed esercizietti" non deve essere completamente sostituita ma integrata da progetti,lavori, stage,... Per gli esami poi ci sarebbero dei problemi tecnici: tipo fare un orale che non sia di tre domande a 100 persone (per ogni appello!!) soprattutto all'inizio rende  la macchina universitaria molto molto macchinosa,perpreparare una bella tesina ci vuole tempo e farlo per ogni corso a mio modesto parere è poco proponibile. Il mio modello di università è questo ed è quello che si cerca di fare male in Italia cioè darti 100 di conoscenza (anche a volte con molta precisione), poi a quando farai un lavoro ne userai 10 e se ti troverai a farne uno di tipo diverso ne userai un'altra parte di quel bacino conoscitivo, in modo da creare un ingegnere completo,versatile,adattabile ,"per tutte le stagioni", e soprattutto che sia in grado di migliorarsi. Io ne coosco di ingegneri (meccanici,elettroici e informatici) e quando hanno trovato lavoro hanno resettato quello che non serviva al loro lavoro e tenuto ciò che gli serviva, ma come ho detto sopra se avessero trovato un altro mestiere non si sarebbero trovati spiazzati perchè avevano una discreta base. Spero di potermi confrontare ancora e crescere con questo dibattito 

si:

 Non ho detto che il tirocinio è inutile, ma che andarci senza sapere nulla di base non serve molto, e che, visto che non è obbligatorio, laurearsi senza farlo è quantomeno paradossale. È una finta quella dell'esame sotto pressione! La pressione di uno scritto, dove il pensiero è quello di fare giusto un esercizio, essere valutato, passare un esame, è abissalmente lontano da essere sotto pressione nel fare un lavoro, dove devi produrre un risultato utile. Non deve essere giusto, deve essere utile e ben fatto, e possibilmente funzionante. Anche se il più delle volte il lavoro si riduce a una cosa un po' più statica, di controllo.... A un orale glie la puoi menare?? Non a un bravo docente, uno ti squadra subito se sai o meno. I giri di parole sono un peggiorativo! Mentre in uno scritto puoi tranquillamente copiare, e molti lo fanno! (e passano) Troppi studenti all'inizio? Beh, sarebbe ora di snellire l'iter dei professori, e magari fare una cosa saggia. Perché un solo corso l'anno? Un prof, fa un corso, alla fine l'esame, poi aspetta un po' e ricomincia con il corso e alla fine l'esame, con un esame di recupero a settembre. Così a ogni corso ci sarebbe meno gente, e uno dovrebbe imparare a gestire quali corsi fare prima e quali dopo. È un po' difficile, non so se mi sono spiegato bene in 2 righe, ma il modello è estremamente funzionale, e da qualche parte se non sbaglio utilizzato con profitto.   Comunque concordo sulla preparazione ad ampio spettro, dici bene. La questione è che molti degli ingegneri che ora lavorano, anche in progettazione, le grandi parti delle materie, anche quelle che poi "usano" le hanno dimenticate, in quanto molto teorico-matematiche, astratte, per cui non utili all'ingegnere... Oddio, non sono da eliminare, ma da restringere!   Anche a me piace il confronto!
Ritratto di MARC

Più praticità?

Guru ha scritto:  La questione è che molti degli ingegneri che ora lavorano, anche in progettazione, le grandi parti delle materie, anche quelle che poi "usano" le hanno dimenticate, in quanto molto teorico-matematiche, astratte, per cui non utili all'ingegnere... Oddio, non sono da eliminare, ma da restringere!   La mia idea è che all'università io devo studiare una certa materia dal punto di vista teorico. Imparo le basi che man mano diventano sembre meno basi e sempre più specifiche, buttando ogni tanto l'occhio su qualche applicazione pratica, certo, ma non più di tanto. Quello a cui sto pensando è semplicemente il fatto che una base teorica può coprire diversi campi pratici, magari con qualche opportuno approffondimento, mentre se all'università mi venisse proposto qualcosa di più pratico, rischierei di saper fare quello, ma non qualcosa di diverso.  

 È più semplice ragionare

 È più semplice ragionare su una teoria letta e studiata su un libro, con tutto lo sforzo di immaginazione, oppure ragionare su una teoria che riguarda qualcosa che si è visto realmente, facendo mente locale sulle formule e le cose che si sono viste?
Ritratto di MARC

partica/teoria

Per me è più facile studiare una teoria capendo da dove deriva e come si sia arrivati a formularla, piuttosto che applicare delle formule che devo sfrozare di ricordarmi, anche se le applico a qualcosa che ho visto nella pratica. Non fraintendermi però. Sono anche io convinto dell'importanza della pratica. Ma mi piacerebbe essere in grado di applicare alla pratica una teoria che ho precedentemente costruito studiando i libri. Forse ho una visione limitata, ma non mi pare fruttuoso fare il contrario, partire dalla pratica per costruirmi quel che mi serve di teoria..
Ritratto di Trinità… la mano destra del Diavolo

esami

Oddio è vero che tanti copiano con profitto agli scritti,ma qua dipende dalla bravura dei prof.:L'assistente di economia l'anno scorso ne ha sgamati un sacco,mentre bianchini non si è accorto al primo compitino che uno stava telefonando da dentro la M1 per chiedere come si faceva un esercizio. Per quanto riguarda gli orali io ho esperienza di compagni che si arrampicavano con successo sugli specchi davanti a prof molto competenti con successo, perchè secondo me all'orale conta molto l'impressione che fai al prof, anche quella a prima vista, e se tu hai "leccato" con profitto durante il corso sarà inconsapevolmente più buono con te e se sai come trattarlo (cioè che ateggiamento gli piace,quali sono le parole che preferisce,etc...),ti alzerà tanto il voto.Per non fare nomi dico il prof  amava la funzione 'O polyfittt'.
Ritratto di the_knife

...sono per caso io?

Amico trinità ti riferisci per caso a me? Quella è una buona abilità, cercare di dire tutto quello che sai evitando magari di far vedere che nn sai rispondere a quella domanda. Dopo becchi qualcuno come la Lenzi che rispondi a tutto e lei guarda i risultati dei compiti precedenti e i abbassa il 30 a 28.. Cmq tanto per la cronaca sbirciando nei programmi degli insegnamenti c'è un corso del prox anno che prevede laboratorio progettuale in cui forse si mette in pratica ciò che si ha imparato..boh..speriamo bene
Ritratto di Trinità… la mano destra del Diavolo

knife

The knife non oserei mai offenderti, ne ho trovati tanti alle superiori come ho descritto sopra e devo dire che il mio post si riferiva ai lecchini e a chi non sa niente e parla,parla...Tu non sei tra questi 
Ritratto di the_knife

Tranqui Trinity

Tranquillo..so che fai per scherzare..e poi anche questa è una qualità..

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